Rubus idaeus
Lamponio selvatico, rovo del monte Ida, lampone dei boschi: il nome della specie deriva dal monte Ida, a Creta, dove secondo la leggenda cresceva in abbondanza. Molto più piccolo dei lamponi coltivati, il lampone selvatico li supera di gran lunga per profumo: è il gusto dei margini dei boschi e delle radure di montagna.
Caratteristiche:
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Frutti molto profumati: più piccoli di quelli delle varietà orticole, ma nettamente più aromatici.
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Piccolo arbusto pollonifero: forma progressivamente un cespuglio fitto attraverso i suoi polloni.
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Molto rustico: pianta di montagna, sopporta inverni rigidi senza protezione.
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Poco esigente: si adatta alla maggior parte dei terreni, purché rimangano freschi.
Buono a sapersi:
- Il lampone emette vigorosamente i polloni e amplia il suo cespuglio di anno in anno. Prevedete una bordura o controllate annualmente i polloni se desiderate contenerlo.
- La semina richiede pazienza: considerate da due a tre anni prima dei primi raccolti, mentre una pianta acquistata produce già dal primo anno. In cambio, otterrete piante perfettamente adattate al vostro terreno.
Consigli per la semina:
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Esposizione: soleggiata o leggermente ombreggiata, al riparo dai venti. Nelle regioni calde, la mezz'ombra è più adatta: è una pianta d'altitudine che soffre le ondate di calore.
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Terreno: ricco, leggero, ricco di humus e soprattutto fresco, preferibilmente leggermente acido. Detesta i terreni argillosi pesanti e il calcare, che provoca l'ingiallimento del fogliame. Evitate i prati, dove le graminacee competono fortemente con lui.
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Metodo: è necessaria una stratificazione a freddo di 4-6 settimane per interrompere la dormienza. Seminate quindi in un vasetto in primavera, ricoprendo i semi molto leggermente. La germinazione è lenta e irregolare: non gettate via i vasetti troppo presto. Consultate come seminare i propri semi.
Consigli per la messa a dimora:
- Trapiantate ai margini dell'orto o ai bordi del bosco, lasciando una distanza di 60-80 cm. Pacciamate abbondantemente già al momento della messa a dimora: le sue radici sono superficiali e temono il disseccamento.
Consigli per la cura:
- Mantenete il terreno fresco senza inzupparlo, soprattutto durante i periodi caldi. In questo caso la pacciamatura è più che una comodità.
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Potatura: il lampone selvatico fruttifica sui fusti del secondo anno. A fine stagione tagliate alla base i fusti che hanno prodotto frutti e conservate i giovani germogli verdi dell'anno per il raccolto successivo.
- Un'aggiunta di compost alla base ogni autunno ne mantiene il vigore.
Consigli per la raccolta:
- Il lampone si stacca da solo dal ricettacolo quando è maturo: se oppone resistenza, aspettate. Raccogliete al mattino, dopo che la rugiada è evaporata.
- Si conserva molto poco: consumatelo, trasformatelo o congelatelo in giornata.
Abbinamenti favorevoli:
Importanza per la biodiversità:
- I suoi discreti fiori bianchi sono tra i più visitati dalle api: il miele di lampone è rinomato tra gli apicoltori di montagna.
- Il suo cespuglio fitto offre un riparo per la nidificazione apprezzato dai passeriformi, mentre i suoi frutti nutrono merli e tordi.
Utilizzo:
- Fresco appena raccolto, in confettura, coulis, sciroppo o congelato. Il suo profumo intenso permette di utilizzarne poco per ottenere un grande effetto.
- Le foglie si essiccano bene per la tisana, secondo un uso tradizionale delle campagne.
Raccogliere i propri semi:
Schiacciate lamponi ben maturi in poca acqua, sciacquateli più volte per separare i semi dalla polpa, quindi lasciateli asciugare stesi prima della stratificazione invernale. Il lampone si moltiplica anche molto semplicemente prelevando i suoi polloni. Consultate come conservare i propri semi.
Impegno per la Qualità: da SemiSauvage - Permaculture, coltiviamo e selezioniamo i nostri semi avendo il rispetto per la vita come principio guida. Insediati vicino ai Vulcani d'Alvernia, scegliamo varietà riproducibili e non ibride, testate per il loro tasso di germinazione, selezionate e confezionate con cura, senza alcun trattamento chimico. La nostra convinzione: restituire ai giardinieri la capacità di riseminare, anno dopo anno, semi che appartengano davvero a loro.
Il profumo delle radure di montagna, nel cuore del giardino.